No Limits 4 Everyone
Creative Commons License photo credit: ЕленАндреа

Un pò di tempo fa mi ero “indignato” per un gruppo di facebook che inneggiava la morte del nostro capo del governo ero rimasto senza parole.

Oggi mi è capitato di leggere un articolo su repubblica, che parlava di cosa sia accaduto ad un “diversamente abile” su un treno diretto a Roma.

Il primo pensiero che mi è venuto alla mente è stato: “senza parole… in queste situazioni la cosa che mi fa più rabbia è l’indifferenza e l’arroganza… io dico ma chiedersi se ci fossi io in questa situazione???”

E’ anche il commento che ho lasciato in questa discussione su FF

Su Friend Feed le discussioni che riguardano l’argomento sono tante vi segnalo quella che ho seguito:

http://friendfeed.com/maueebaby/7d9b6384/queste-cose-mi-indignano-davvero-trenitalia

Per ora ho solo accennato al primo pensiero su questa vicenda, ma ora dopo aver letto tanti pareri sull’argomento lascio i miei pensieri al mio blog.

Parto dalle regole, quelle regole che i controllori hanno cercato di far rispettare, diciamo che stavano facendo il loro lavoro, quindi diciamo che hanno operato secondo delle regole che altri hanno scritto. Viaggiare senza biglietto è trasgredire le regole, una piccolaa trasgressione, ma sempre una trasgressione.  Forse il ragazzo era “recidivo” e sempre forse aveva già fatto questo “trucchetto”; ma allora perchè tirar fuori i soldi per pagare il biglietto? questa cosa potrebbe aver fatto agire i due controllori in quel modo… ma… si perchè un ma esiste sempre, ma la sensibilità dei due addetti dove sta?? il momento che mi fa sorgere più domande in questo senso è:  “Ascoltata la mia “deposizione”, il capotreno, anche lui sulla trentina, stabilisce che se il giovane non aveva fatto in tempo a fare il biglietto la colpa era sua e che comunque in stazione ci sono le macchinette self service. Sì, avete capito bene: a suo parere la soluzione giusta sarebbe stata la macchinetta self service. “Ma non ha braccia! Come faceva a usare la macchinetta self service?” chiedo al capotreno che con la sua logica burocratica mi risponde: “C’è l’assistenza”. “Certo, sempre pieno di assistenti delle Ferrovie dello Stato accanto alle macchinette self service” ribatto io, e aggiungo che le regole sono valide solo quando fa comodo perché durante l’andata l’Eurostar con prenotazione obbligatoria era pieno zeppo di gente in piedi senza biglietto e il controllore non è nemmeno passato a controllare il biglietti. “E lo sa perché?” ho concluso. “Perché quelle persone le braccia ce l’avevano…”.

La sensibilità del capotreno sta nelle macchinette self service che spesso non funzionano, la sensibilità del capotreno sta nel fatto di ribadire che non sono razzisti, la sensibilità del capotreno e della sua fedele controllore sta nel fatto di dover fare a tutti i costi il loro dovere. Ancora un ma… ma se al posto del “povero” ragazzo, che da quanto si legge non parlava italiano, ci fosse stato un ragazzo con i “controcoglioni” che gli avrebbe risposto per le rime, facendogli capire che era stato impossibilitato a fare il biglietto, e che l’avrebbe fatto sul treno?? i due addetti dell ferrovie cosa avrebbero fatto?? non so…

Continuo con i passeggeri, che hanno seguito la vicenda, senza far niente. Giustamente i passeggeri cosa dovevano fare, solo guardare tranquilli lo spettacolo, la cosa non toccava loro, la loro sensibilità non era stata abbastanza toccata per dare una mano. La sensibilità dei passeggeri era così alta che magari molti si sono infastiditi dalla situazione, la loro sensibilità li ha così scossi da togliere ogni capacità di parlare e agire per aiutare il ragazzo.

Concludo con lo scrittore ed editore, coloui che ha scritto la lettera. Bella lettera piena di sentimenti e ricca di particolari, ma forse ne manca uno, quello sulla sua sensibilità. La sensibilità di una persona che è stata così lucida da scivere successivamente una lettera a Repubblica, ma non è stata abbastanza lucida da ricordarsi i dettagli dell’accaduto, non capisco perchè omettere il N° del treno, i nomi delle stazioni. La sensibilità di una persona che è riuscita a scrivere una lettera a Repubblica, dove si autodescrive in maniere “bonaria”, io nella sua posizione mi sarei descritto in una maniera peggiore, per il semplice fatto che magari poteva fare di più, magari poteva tirare fuori i 50€ per aiutare il ragazzo, magari poteva pretendere i nomi dei due polizziotti e dei due controllori, magari poteva fare altro, ma queste sono solo supposizioni.

Riusciremo a ritrovare quella collaborazione e quel senso civico verso gli altri di una volta, riusciremo a ritrovare quella capacità di aiutarsi, quella capacità di non girare la testa dall’altra parte, quella voglia di un bene comune che mi raccontavano i miei nonni.

Non so se riusciremo, ma almeno cerchiamo di farlo.

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